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"Speciale Natale": il Presepe napoletano

“Te piace ‘o presepe?” è il vero tormentone della commedia di Eduardo de Filippo “Natale in casa Cupiello”.

Luca Cupiello ama realizzare ogni Natale il suo presepe e cerca in ogni modo di ottenere l’approvazione di suo figlio Nennillo.

A metà del primo atto gli promette un nuovo vestito e due camicie e, indicandogli il presepe, gli domanda: "Te piace, eh? Te piace?".
Nennillo, fregandosene della promessa del vestito e delle camicie: "No!".

Poi di nuovo, mostrandogli la cascata del Presepe; "Te piace?"

E Nennillo:"No!".

E ancora: "Come si può dire –non mi piace- se quello non è ancora finito?"
E Nennillo: "Ma pure quando è finito non mi piace!"

Anche la moglie Concetta punzecchia ripetutamente Luca:
"Non capisco che lo fai a fare";
"Pare che stai facendo la Cupola di San Pietro! Ma vuttace quattro pastori…".

E, rivolgendosi al portiere: "Vedete se è possibile che un uomo alla sua età si mette a fare il presepio. So' juta pe' le dicere: Ma che 'o ffaie a fa'? Sapete che mi ha risposto: O faccio pe' me, ci voglio scherzare io!".

La commedia di Eduardo de Filippo è lo specchio del Natale napoletano. Proprio il presepe, infatti, più dell’albero, rappresenta il simbolo delle festività natalizie nella nostra città.

L’arte presepiale è antica e rivive nei vicoli di San Gregorio Armeno, dove  ogni anno si riversano turisti da ogni parte del mondo per ammirare gli artigiani all’opera nelle loro botteghe.

Curiosa è l’abitudine degli artigiani di creare pastori dei personaggi della scena politica e mondana attuale. Qualche esempio? Guardate qui.

 

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